LA DIDATTICA INCLUSIVA: CREARE UN AMBIENTE STIMOLANTE E PRODUTTIVO

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“Forse il maggiore degli errori pedagogici è di credere che un individuo impari soltanto quel dato particolare che studia in quel momento. L’apprendimento collaterale, la formazione di attitudini durature o di repulsioni può essere, e spesso è, molto più importante”

[Dewey, Esperienza e educazione]

La scuola è un ambiente di formazione didattica e personale, vero e proprio gymnasium:  una palestra di crescita. 

Spesso si sentono consigli su come affrontare lezioni all’interno di classi “difficili”, ovvero classi numerose all’interno delle quali sono presenti alunni diagnosticati DSA e BES. Durante i corsi di aggiornamento che guido, numerosi docenti mi domandano spesso come si possa spiegare un dato argomento di grammatica con tutti gli approfondimenti se nella classe siano presenti studenti che hanno un ritmo diverso di acquisizione.

In realtà è una domanda davvero comune, e come soluzione si tende a dispensare gli alunni da quegli argomenti ritenuti ostici. Sebbene tale possibilità in certi casi si profili come valida per evitare un inutile sovraccarico cognitivo dell’alunno, in altri casi può risultare deleteria perché non aiuta lo studente su un piano psicologico, ponendolo in una condizione di inferiorità, di diversità rispetto alla classe, accentuando sentimenti di bassa autostima. Ci allontaniamo così dal concetto di inclusione. 

È necessario, infatti, che l’ambiente scolastico sia vissuto dagli studenti senza ansie e frustrazioni per garantire uno studio più efficace, più coinvolgente e più costruttivo. 

L’ACQUISIZIONE DEL NESSO RELATIVO

Che soluzione adottare, dunque? Scomporre un argomento in tante piccole unità può risultare un ottimo metodo, che garantisca, partendo dal particolare fino a toccare il generale e viceversa, il coinvolgimento attivo degli studenti come attori della lezione e non spettatori.
Attraverso la gradualità della presentazione ci si attiene al rispetto della teoria del carico cognitivo, evitando argomenti né troppo semplici né troppo complessi che rischino di ridurre l’attenzione degli studenti, si pone tutti nella condizione di acquisire a pari opportunità.

Un esempio di tale lezione può essere dato dalla spiegazione della proposizione relativa in lingua latina. La domanda che mi sono posta è stata: “come posso rendere naturale l’apprendimento di questa nozione grammaticale?”.

Ho deciso di scomporre l’argomento in piccole unità, giungendo gradualmente all’obiettivo. La prima frase che ho proposto è stata, ad esempio:

  • Iulia laeta est et cantat. 
  • Ho chiesto poi loro come si potesse rendere in altro modo la frase “Giulia è felice e canta” in italiano? Molti mi hanno risposto “Giulia, che è felice, canta”. 
  • Iulia, quae laeta est, cantat.
  • Da questo esempio, il successivo è stato: 
  • Aemilia irata est et increpat.
  • Gli alunni, in modo naturale, hanno risposto: Aemilia, quae irata est, increpat. La lezione è così proseguita individuando i vari casi sempre in modo graduale, fino a raggiungere l’acquisizione completa del nesso relativo latino.

DALLE MAPPE MENTALI, STORY-BOARD E MAPPE RIASSUNTIVE: UN AIUTO PER STUDENTI DSA•BES

Un esempio di STORYBOARD, creato con uno dei molti software presenti in rete.

Un’altra difficoltà negli studenti con BES e DSA è ricordare numerose pagine di materie orali come storia, geografia, letteratura, scienze, o altre materie.

Che soluzione adottare? Poco efficaci risultano spesso le mappe concettuali perché troppo complicate da stilare e da utilizzare nello studio e nella ripetizione. Più efficace è invece la mappa mentale, che stimola l’apprendimento perché coinvolge anche il canale visivo.

Inserendo al centro della mappa un’immagine rappresentativa dell’argomento da affrontare e collegando ad essa diverse parole e concetti che ne fanno parte, lo studente può arrivare ad una acquisizione graduale del materiale da apprendere.

Interessante è anche la funzione dello story board, immagini poste in modo sequenziale per raccontare una storia. Si stimola in tal modo i due canali principali dell’apprendimento, quello visivo e uditivo.

È possibile, ad esempio, inserire in modo sequenziale le immagini di personaggi della storia greca, raccontando le vicende fondamentali che li hanno coinvolti. Nel raccontare è importante per il docente avere sempre l’attenzione degli studenti soprattutto di quelli che sono portati a maggiore distrazione. In che modo? Uno strumento utile è quello delle domande, chiedere cosa c’è nell’immagine, cosa secondo loro sta accadendo e come si risolverà. Rendere il racconto avvincente, contemporaneo, stimola la curiosità e l’attenzione dei discenti. 

Un’altra mappa utile da far costruire agli studenti è quella riassuntiva: si tratta di riassumere il contenuto di un testo partendo da una domanda o affermazione chiave intorno alla quale si muove la produzione che dovrà essere fatta dallo studente. Attraverso una struttura ad anello, il punto di partenza corrisponde alla parte finale: sia l’inizio che la fine del riassunto trovano corrispondenza nella domanda o affermazione di partenza.
Per tale esercizio è necessario che l’argomento sia già stato preparato dagli studenti. Così, per esempio, dopo aver letto un capitolo di letteratura latina che ha per protagonista Lucrezio potremo mettere al centro della nostra mappa riassuntiva il “De Rerum Natura”, e collocheremo intorno alla frase chiave tutti gli elementi che hanno portato alla scrittura dell’opera e alla sua divulgazione.


LA MAPPA LESSICALE PER L’ACQUISIZIONE DEL LESSICO

Per l’acquisizione del lessico di una lingua (l’inglese, il francese, il latino, l’italiano e molte altre) il consiglio per gli studenti è di costruire la mappa lessicale, affinché il lessico sia memorizzato in maniera semplice: si parte da una parola chiave (la parola che ricorre di più nel testo) e ad essa si pongono vari collegamenti di aggettivi, verbi, sostantivi.
Anche questo lavoro deve essere svolto dopo aver letto e studiato l’argomento.
Per gli studenti BES e DSA questa mappa è molto utile perché permette di lavorare con la memoria a lungo termine e di gestire il ricordo delle parole per associazioni a verbi, aggettivi, avverbi senza grandissimo sforzo.

Compito dell’insegnante è offrire una vasta gamma di approcci e modalità di apprendimento che consenta a ciascuno studente di scoprire e acquisire il proprio. Ogni strumento adoperato è sperimentale, esso può avere risonanze diverse in base a diversi approcci, a diversi studenti e a diversi contesti. 

Prof.ssa Maria Di Puorto
Convitto Nazionale “Maria Luigia” – Parma
Centro Nazionale di Studi Classici GrecoLatinoVivo – Dipartimento per la Didattica Bes/Dsa

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