Avvicinare i giovani al latino: Ciceronis Filius [download]

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Già da alcuni anni, le direttive ministeriali prevedono che, insieme alla lingua latina, gli studenti abbiano contezza anche di quella cultura che l’ha generata: una difficoltà che spesso i docenti lamentano, per la scarsità del materiale presente sul mercato.
Un testo di un illustre latinista può però correre in loro aiuto.

⭐⭐⭐⭐⭐

È il 1959 quando Ugo Enrico Paoli, docente di Diritto Attico all’Università di Firenze e illustre latinista, dà alle stampe un libro di testo destinato allo studio del latino per ragazzi e ragazze in procinto di accedere al Ginnasio: è un libro di testo la cui concezione è tanto semplice per l’epoca, quanto rivoluzionario per noi, oggi.

La filosofia che sta dietro al testo è semplice: catturare l’attenzione dei ragazzi attraverso il racconto degli usi e costumi della vita romana al tempo di Cicerone, inanellando il tutto con gli eventi storici del primo secolo a.C.

LA VITA – GLI EVENTI – LA LINGUA

Il pretesto con cui Ugo Enrico Paoli accompagna i suoi lettori nel mondo romano è l’annuncio della nascita del figlio di Cicerone. Fin dai primi capitoli del testo, si comprende come gli eventi storici narrati siano un espediente per approfondire momenti e curiosità della vita del primo secolo, che possano rendere più curiosa e meno tediosa la lettura di un testo solo annalistico.
Il testo è, in una sua prima parte, più attento a catturare l’attenzione dei giovani con curiosità, usi e costumi, mentre in una seconda parte, costruito il sostrato culturale di sostegno, si avvicina di più agli eventi che fanno seguito all’esilio di Cicerone.
Al racconto della nascita, infatti, seguono, in blocchi più o meno evidenti:

  • Il riconoscimento di un figlio, la cura dei neonati, il dies lustricus e i relativi festeggiamenti domestici;
  • la descrizione della domus romana nelle sue varie parti, le tabernae romanae ad essa annesse, ma anche la venerazione delle Cerae degli antenati;
  • Le superstizioni dei romani;
  • Cicerone, homo novus, e il suo lavoro;
  • Le differenze fra domus e insulae, dunque un’attenta analisi della vita quotidianamente vissuta anche dalle classi meno agiate;
  • Le nozze di Tullia, che diventano un pretesto per accedere al momento della preparazione delle nozze, dalla sponsio alle nuptiae fino ai festeggiamenti;
  • I banchetti, in tutte e loro parti: dal triclinio, usi e costumi anche curiosi, i vari tipi di pasto dalla colazione alle cene (con la curiosa differenza che non è il momento a darne il nome ma l’abbondanza del pasto stesso), la cucina;
  • Il raptus della sposa, in ricordo del ratto delle Sabine, e il passaggio alla casa del marito;
  • Il piccolo Cicerone ora è solo a casa: l’autore affronta i giochi dei bambini e, in seguito, la formazione culturale fin dalla tenera età;
  • Andare a scuola, a quanto pare, significava anche all’epoca prendere la febbre, dunque l’autore tratta la malattia, i medici (anche greci), i rimedi (più o meno efficaci) e la guarigione;
  • La prima presentazione pubblica di Cicerone figlio;
  • La Lex Clodia, che apre all’esilio di Cicerone padre e muove l’odio dei coetanei verso il piccolo Cicerone;
  • La vita in esilio, le lettere, il cursus publicus (servizio postale) al tempo dei Romani;
  • La revoca dell’esilio; la morte di Pisone, genero di Cicerone, e l’organizzazione del funus;
  • Il ritorno di Cicerone, i tumulti della plebe e la vita in una villa romana;
  • Il viaggio ad Atene di padre e figlio ed i mezzi di spostamento dell’epoca;
  • Il ritorno e l’imminente bellum civile;
  • Il cursus honorum di Cicerone figlio;
  • Vir togatus: la vestizione dell’antico romano; l’importanza, ma anche le scomodità di certe vesti;
  • A Farsalo fra i Pompeiani ma anche il dolore di Cicerone padre per le sorti dello Stato;
  • Thermae e Ludi Circenses;
  • La permanenza ad Atene di Cicerone figlio e l’annuncio della morte di Cesare; Ottaviano, Antonio e Lepido uniscono le forze;
  • Il viaggio interrotto di Cicerone padre a Roma;
  • l’annuncio della morte di Cicerone e in che modo essa sia avvenuta;
  • Cicerone figlio vede il padre in sogno.

UN TESTO ADATTO A TUTTI?

L’autore, nel comporre il testo, non si limita certo a descrivere gli usi e i costumi, o gli eventi, ma lo fa in un latino estremamente alto in alcuni casi, grazie all’utilizzo di citazioni o locuzioni che un giovane studente potrebbe trovare ostiche, se non preventivamente preparato.
Il testo è certamente adatto a tutti, sia coloro che abbiano già studiato da molto tempo la lingua, sia agli studenti che abbiano finito i primi due anni del percorso liceale, che possono trovare un approdo meno ostico rispetto agli autori puri, di cui può essere una lettura prodromica.

L’UTILIZZO IN CLASSE

Se gli studenti non hanno particolare abitudine con la lettura scorrevole del latino, è opportuno utilizzare alcuni accorgimenti per favorire una comprensione del testo e la piacevolezza della lettura.

1. Innanzitutto è possibile anticipare l’argomento del paragrafo da leggere, sottolineando i termini più ostici e le strutture.
2. Quindi è opportuno iniziare una prima lettura che punti alla comprensione.
3. Infine dare agli studenti qualche minuto per rileggere da soli il testo scelto.

A questo può seguire una discussione corale che renda gli studenti partecipi dell’argomento, secondo il motto per cui “l’azione favorisce l’apprendimento” (Dale Carnegie)

Una utile esercitazione può essere quella di chiedere agli studenti di copiare alcuni brevi paragrafi.

I brevi paragrafi in cui è diviso il testo rende questo lavoro agevole, senza grande utilizzo di tempo, permettendo un lavoro puntuale su argomento, lingua e locuzioni.

UNA LETTURA PIACEVOLE ANCHE PER I DOCENTI

I docenti che hanno letto questo testo, lo hanno trovato molto utile e piacevole: difatti le tematiche più antropologiche che storico-letterarie di cui è intriso, muovono la curiosità degli stessi professori e delle professoresse.
Il testo infatti è una collezione di usi e costumi, sparse tra le fonti (sono chiari gli echi di Petronio nella descrizione del banchetto, ad esempio) che diversamente sono di difficile reperibilità.

Per quanto mi riguarda, uso questo testo da molti anni, e lo trovo sublime, curioso, accattivante e utilissimo per avvicinare gli studenti al mondo di Cicerone, che potrete trovare in download cliccando qui sotto:

E voi, cosa ne pensate? Lo avete già letto? Lo leggerete? Lo userete in classe? Fateci sapere il vostro parere!

Giampiero Marchi
Centro Nazionale di Studi Classici “GrecoLatinoVivo”


PERCORSI INDIVIDUALI
DI LATINO E GRECO
http://bit.ly/debito-latino-greco

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