Didattica delle Lingue Classiche
-
Una didattica che non si aggiorna scientificamente non è tanto diversa da un chirurgo che in trenta anni non ha fatto un solo aggiornamento scientifico.
-
Se è vero che le “lingue classiche insegnano a pensare”, allora è giunto il momento che il classicista lo dimostri, esca dal suo isolamento, si guardi intorno e dia un senso all’esperienza.
-
Nel 2013 è uscito, a firma del Prof. Marco Ricucci, dottore di ricerca presso l’Università di Udine e docente di latino e greco, un contributo che indaga, attraverso una serie di prove somministrate a classi equamente suddivise tra quelle formate con metodo grammaticale-traduttivo e metodo induttivo-contestuale, quale di queste abbia raggiunto lo scopo di comprendere di più…
-

Se si dovessero analizzare, con una certa acribia, le criticità del metodo grammaticale-traduttivo (comunemente noto come tradizionale), la maggiore potrebbe essere ritenuta, a buon diritto, la scarsa conoscenza del lessico da parte degli studenti. Nella comune pratica didattica il suo studio si fonda su liste contenenti da un minimo di venti fino a picchi –…
-
Davvero l’obiettivo dello studio delle lingue classiche deve essere l’esercizio della logica, come si sente dire da sempre, o per dare agli studenti “una certa forma mentis”? Proviamo ad analizzare la questione da un punto di vista diverso.
-
il 22 ed il 23 Settembre si è tenuto all’Istituto Bartolo di Pachino (SR) un corso di Formazione per docenti di latino e greco con relatore-formatore il prof. Miraglia dell’Accademia Vivarium Novum.
-
Uso attivo della lingua e piacere di apprendere: cosa possiamo fare in classe per invogliare gli studenti allo studio del latino e del greco?
-
Dopo aver esaminato il modo in cui gli emisferi del cervello interagiscono nell’acquisizione linguistica, soffermiamoci sul soggetto dell’acquisizione stessa: lo studente.
-
Cosa succede quando aggiorniamo la didattica del latino e del greco alle moderne ricerche in glottodidattica ed in neurolinguistica?

